sabato 26 dicembre 2020

Una scomodissima verità


Il grande scandalo  dell’occultamento del problema dell’alimentazione nell’agenda della salvaguardia della natura: tra vecchie e nuove generazioni

Il grido d’allarme sui cambiamenti climatici, sul degrado ambientale,  sulla necessità di un cambiamento di rotta rispetto ad un intero modello di sviluppo  risuona sempre più forte. Se molti degli appelli degli scienziati da anni cadono nel vuoto, grande risonanza ha invece avuto  quello tanto più comprensibile e accattivante della giovanissima Greta Thunberg, che,  gridando al mondo che la nostra casa è in fiamme,  richiama i “grandi”  alle loro responsabilità. Le cose che dice non sono certo nuove:  è innegabile che le sue parole assumono una semantica nuova e potente soprattutto  grazie al  “personaggio”: il viso corrucciato , l’aspetto infantile affondato nelle felpe troppo grandi,  le lunghissime trecce da folletto da  saga nordica, movimentano il suo linguaggio diretto e arrabbiato che stride con quello di chi parla in politichese, tra mediazioni e vergognosi compromessi.

giovedì 26 novembre 2020

BOTTICELLE


        DOPO LA MORTE DI UN CAVALLO NEI GIARDINI DELLA REGGIA DI CASERTA

Sofferenza e morte annunciata di un cavallo dovrebbero essere sufficienti ad abolire per sempre le botticelle. Ma si sa: siamo in Italia e dal momento in cui un problema viene sollevato a quello in cui si agisce per risolverlo non bastano i tempi di una generazione, tante volte neppure di due, altre ancora di tre, bemchè il nostro parlamento, a cui spetta il compito di legiferare, sia tra i più popolati in circolazione. Ma non hanno tempo. Nel frattempo lo spettacolo in onda è di quelli che dovrebbero far riflettere: l'immagine di cavalli, immobilizzati perchè aggiogati e chiusi tra due sbarre, con lo sguardo limitato dai paraocchi, con la bocca ostruita dal morso, con le redini legate al collo, da rovesciare per segnalare il cambio direzione, e con il pesante/pesantissimo carico da trainare continua a fungere da fulgido esempio di mistificazione. Alias: viene sdoganata come normale una situazione che dovrebbe fare inorridire. Ma i turisti, i passanti, la gente comune, che ritiene di avere una mente libera e un giudizio scevro da condizionamenti, in realtà è completamente plasmata dal sistema di valori intorno. Quell'immagine, che è l'immagine di uno schiavo sottomesso, incapace di ribellione, prono al suo destino, è svincolata da qualsiasi giudizio morale, ridotta ad accessorio del panorama. Si passa davanti senza un moto di rabbia, di tristezza, di compassione: perchè la legalità sdogana la liceità, deresponsabilizza, normalizza l'inaccettabile. Orrida scuola a cielo aperto per grandi e bambini, capaci di vedere solo quello spicchio di realtà sintono ai propri desideri: un bel giro tirati dal cavallo perchè con questo caldo chi ce la fa a camminare? Lui invece è qui proprio per questo, per caricarsi della fatica che ci disturba: nessuna differenza rispetto ad un traino elettrico: di questo si parla quando si parla di reificazione del nonumano. Il rifiuto della quotidiana ingiustizia, agita non da criminali, ma dalle persone cosiddette normali, è parte essenziale del cambiamento che molti dicono di volere in direzione di un mondo pacificato. Finchè una politica inetta e autocentrata resta sorda al dolore dei più deboli, finchè le persone trovano comodo ignorare che ogni azione è frutto di scelta e comporta l'assunzione delle responsabilità conseguenti, ci limiteremo a reagire, intensamente ma brevemente, solo alle tragedie: a quella piccolina di un cavallo che muore di caldo e fatica nell'Italia del 2020, come di quella grande delle vittime del covid. Senza che nulla cambi.

domenica 22 novembre 2020

IL MESSAGGIO IN NERO DI TELEFONO AZZURRO

 


 

 

 

 

 

 

Il 20 novembre, in concomitanza con il 31esimo anniversario della Convenzione ONU, è stata celebrata la  Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Telefono Azzurro, associazione in difesa dei bambini, che non necessita di presentazione, con l’occasione ha dato il via alla campagna  #primaibambini Quest’anno il momento è particolarmente drammatico, vista l’emergenza Covid-19, e i bambini, quali soggetti deboli, devono essere particolarmente tutelati, come è nelle corde dell’associazione che di loro si occupa.      Lo spot che ha scelto è presto descritto: la casa brucia, perfetta metafora degli eventi attuali e alla Nostra Casa in Fiamme, come la racconta Greta Thunberg; dall’interno arrivano lamenti e richieste d’aiuto, mentre tutto intorno la gente cerca disordinatamente di mettersi in salvo, qualcuno con un bimbo in braccio: chiaro il riferimento ai diffusi vissuti di panico che la paura di non  farcela contro un pericolo non ben individuabile  porta con sé.

Un uomo robusto (l’autorità forte che non ci abbandona al nostro destino), dopo un attimo di incertezza, si slancia su per le scale, incrociando chi fugge in direzione opposta alla sua e apre con una spallata la porta della stanza in fiamme dove, in fondo, due fratellini, un maschietto e una femminuccia, seduti per terra, l’uno accanto all’altra insieme al loro cane, appaiono terrorizzati. L’uomo si avvicina incurante delle fiamme che potrebbero avvolgerlo, li guarda per un attimo e, al di là di qualunque sensata aspettativa, afferra il cane e se ne va portando in salvo lui e lasciando i bambini al loro destino.

Insomma, dalla tragedia alla farsa: perché a questo punto non si può che restare basiti davanti al finale a sorpresa e riderci sopra come ad uno scherzo inaspettato.

Se si guarda ai tanti video in circolazione negli altri paesi per celebrare questa giornata, le immagini sono ben diverse: ci sono didascalie che riportano numeri sconvolgenti riferiti a infanzie rubate, maltrattate, violentate, a  vittime  di guerre, fame, esodi biblici. E ci sono i visi sorridenti di tanti bambini che guardano diritto negli occhi e, a fronte di tutto, continuano a chiedere il loro diritto al rispetto, all’educazione, alla salute, alla vita insomma, con un atteggiamento nonostante tutto fiducioso nella possibilità di farcela.

La scelta pubblicitaria di Telefono Azzurro, si sgolano a spiegare i responsabili, è frutto di una valutazione attenta ed oculata che ha visto incrociarsi e sommarsi la professionalità di Havas Milan, società leader nelle comunicazioni,  e il punto di vista  dell’associazione stessa. Non si tratta quindi di uno scivolone né cognitivo nè stilistico, ma è piuttosto l’espressione di convinzioni profonde, che ha partorito il finale a sorpresa , per altro  assolutamente irrealistico, dal momento che mai si è avuta esperienza di  qualcosa del genere:  se nelle intenzioni avrebbe dovuto smuovere le coscienze, nei fatti  risulta invece  grottesco,  degno tutt’al più  del colpo di scena di  un cartone animato.

Ciò che è ancor più grave è la scelta di un mood polemico, la presenza di una sorta di acredine e rabbia sorda,  dentro le quali lo spot diventa l’occasione per mettere in scena quella che  è evidentemente una visione radicata della questione animale, vista come appannaggio di qualche individuo di poco cervello e ancor meno cuore, che privilegia gli animali ai bambini: questione che evidentemente i vertici di Telefono Azzurro considerano antagonista alla tutela dell’infanzia.

Non si tratta solo e soltanto di un attacco ai diritti degli animali: si tratta di una pericolosissima ridicolizzazione di tutti i movimenti che di diritti animali si occupano. Si tratta di avere dato voce a quelle che sono evidentemente convinzioni profonde: è grave dover prendere atto che manchino argomenti nobili per parlare di diritti dell’infanzia tanto da arrivare  a sostenerli solo attraverso  una sorta di lotta fasulla tra poveri. E’ grave pensare che l’unica idea che al Telefono Azzurro si sono fatta di chi si occupa di nonumani sia quella di persone asociali, disturbate, il cui interesse per i nonumani è speculare al disinteresse per gli umani, in una rappresentazione addirittura imbarazzante dell’animalista di turno.

Né l’agenzia pubblicitaria né Telefono Azzurro sembrano avere la più pallida idea del significato più ampio e inclusivo del termine antispecismo; ma nemmeno del significato più ampio di  parole quali  rispetto, empatia,  responsabilità, che non sono atteggiamenti da accendere o spegnere a seconda dell’interlocutore, ma sono modi di essere e di sentire che, quando esistono, si esprimono in ogni relazione.

Dopo averci così tanto riflettuto, devono avere pensato che sarebbe stato davvero un bel colpo nella giornata dell’infanzia tirare una bordata contro una causa che non solo non è nelle loro corde, ma che evidentemente mal sopportano, nella evidente incapacità di prendere atto della connessione che la rende parte inscindibile della stessa questione umana. Non sanno, a quanto pare,  che c’è una parte di mondo che  sta lottando per principi di rispetto e di empatia che siano inclusivi e  credono invece di trovarsi di fronte ad una gara, dove bisogna sgomitare per il primo posto.

Non si sono neppure  accorti della loro stessa incongruenza nel dare vita alla situazione in cui i due bambini si proteggono e si danno reciprocamente forza insieme al loro cagnolino: quelli che loro dicono di difendere sono i primi che nel momento del bisogno non dimenticano i loro affetti e se ne sentono responsabili; ma poi arrivano gli adulti e mandano un messaggio mefitico : bisogna scatenare la lotta: voi dovete essere i primi, attenti a quegli altri che sono anche loro in attesa di  solidarietà, perché poi vi fregano. Che la gara cominci allora, senza esclusione di colpi.

Si insinua poi  un inevitabile pensiero alla reiterata strumentalizzazione dei bambini quando si tratta di colpire i nonumani: la campagna di Telefono Azzurro che vede l’interesse degli animali confliggere con quello dei bambini ricorda drammaticamente la pubblicità dei vivisettori che, per cercare sostegno al loro operato, usano contrapporre la salvezza delle cavie a  quella dei propri figli: tu chi preferisci salvare? Il dilemma si ripropone: il dito viene severamente puntato contro chiunque, rispettando gli animali, automaticamente condannerebbe a morte i bambini.

Dal punto di vista pubblicitario penso si sia di fronte ad un flop spaventoso: l’assurdità della trovata è tale da catalizzare tutta l’attenzione, a tutto svantaggio del  tema della tutela dell’infanzia, che, per la sua drammaticità, davvero avrebbe meritato ben altro.

Dal punto di vista etico  è anche peggio: sostituire la necessità di un atteggiamento solidaristico, collaborante, rispettoso con la creazione di un nemico da battere è quanto di meno pedagogico ed educativo si possa ideare. Se queste sono le basi su cui si fonda l’ideologia di chi dice di lavorare per la costruzione di un mondo nuovo , di pace, rispetto e collaborazione, la strada è davvero in salita.

Resta forte la fiducia nei bambini, i quali, al di là di messaggi tossici che il mondo adulto propone loro, non vedono negli altri animali nemici o pericolosi concorrenti, ma amici, con cui condividere le loro vite, in una intesa con gli altri che i loro difensori pare non si sognino nemmeno.   

                                                                                         (Trascrizione dell'intervista rilasciata a  radio veg.it)

 

domenica 8 novembre 2020

AL CINEMA A VEDERE I MISERABILI: STORIA DANNATA DI UMANI E NONUMANI


   


I Miserabili, film del  regista di origini maliane Ladj Li, apprezzato tanto da ricevere il premio della Giuria e quattro premi Cesar al festival di Cannes 2019, è un grande film di denuncia, che, grazie a al realismo e al pathos che sono la sua musica di fondo, sta mietendo elogi ed ha il grande merito di portare ancora una volta alla ribalta dibattiti sul tema dell’enorme disagio di certe periferie francesi, crogiolo di nazionalità diverse, vecchie e nuove immigrazioni poco e male integrate. La violenza scorre a fiumi in forme diverse di prevaricazione del più forte sul più debole, poco importa se in nome di una delinquenza fuori controllo o nascosta, ma neppure tanto, dietro la fascetta che identifica e protegge quella sfrontata della polizia. 

La critica ne ha sviscerato in questi mesi le componenti, quelle sociologiche e quelle psicologiche, senza escludere il posto dei bambini, quei bambini che se già ci guardavano con meritata severità nella denuncia dello splendido I bambini ci guardano di Vittorio De Sica, ora, tecnologici più che mai,  le efferatezze adulte non si limitano ad osservarle, ma le filmano con un drone.

mercoledì 4 novembre 2020

FALCONERIA A SCUOLA: nuova lettera alla ministra Azzolina


 Gent.le Ministra della Pubblica Istruzione dr. Lucia Azzolina
  p.c. Gent.le Ministro dell’Ambiente dr. Sergio Costa 

 A completamento  della precedente richiesta (a seguito riportata e ad oggi ancora priva di qualunque riscontro), appare utile far presente quanto documentato  da TGR Mezzogiorno Italia  lo scorso 30 ottobre: ci sono scuole italiane (nello specifico in Abruzzo) in cui è attiva la presenza di un  falconiere, autorizzato ad  entrarvi  per "sensibilizzare le giovani generazioni".

Quindi un  "hobby" che si alimenta dell'imprigionare rapaci (a volte alloctoni), del  tenerli incatenati, dell’addestrarli a catturare altre prede  nei tempi e nei modi stabiliti dall'uomo, del privarli di una vita in sintonia con  le loro esigenze etologiche,  è sdoganato come attività formativa, vale a dire come utile, prezioso ausilio da offrire ai più giovani nel loro processo di crescita.

Urge chiarire a quale tipo di sensibilizzazione si faccia riferimento, se non a quella, ancora una volta, al predominio mortifero dell'uomo sulle altre specie: di certo un percorso in direzione contraria al  dovere di una necessaria educazione ambientale, intesa come convivenza pacifica e rispettosa tra umani, nonumani e natura.

In attesa di conoscere la  posizione che, nel Suo ruolo di Ministra della Pubblica Istruzione, intende assumere in merito, come già sollecitato da vari professionisti e da associazioni che rappresentano decine se non centinaia di migliaia di cittadini, si porgono cordiali saluti.

Annamaria Manzoni

Precedente richiesta 06.10.2020

Gent.le  Ministra della Pubblica istruzione dr. Lucia Azzolina

e p.c. Gent.le  Ministro dell'Ambiente dr. Sergio Costa


con la riapertura dell’A.S., si è avuta notizia della richiesta di associazioni di cacciatori (e cacciatrici) di accedere nelle scuole con proposte formative riferite al rispetto per l’ambiente, cosa non nuova dal momento che analoghe iniziative sono state portate avanti anche negli anni scorsi.

Non si può che rimanere sconcertati che la difesa dell’ambiente, argomento di estrema attualità e pregnanza, entrato finalmente a pieno titolo anche nell’agenda dei lavori dell’Unione Europea, possa essere trattato da chi vede gli abitanti di quello stesso ambiente come vittime da uccidere per pura passione, come gli stessi cacciatori dichiarano nei loro siti: siti in cui vengono descritti l’eccitazione e l’entusiasmo che li accompagna nell’inseguire, ferire, uccidere animali terrorizzati, in cerca di fuga: “palpitante avventura, magia, ardore, ebbrezza, euforia” sono i loro termini ricorrenti.

Tutto a norma di legge, ovviamente, ma non per questo meno inquietante: implicitamente si sostiene una visione del mondo, in cui la violenza a danno dei più deboli è normalizzata, sdoganata e rinforzata dal contesto, quello scolastico, dove i messaggi acquistano autorevolezza in quanto emanazione delle figure investite di un ruolo educativo.

Autorizzare i cacciatori in quanto tali ad interventi pedagogici e formativi equivale a richiedere ai  ragazzi  di accettare l’idea che l’amore si estrinsechi nell’uccisione, che il rispetto sia compatibile con la sopraffazione di chi è indifeso: i cacciatori sostengono, infatti, che proprio amore e rispetto per la natura siano i sentimenti che li inducono a  violentarla e ad ucciderne gli abitanti. Per meglio intenderci: se a parlare di pacifismo fossero designati soldati per vocazione, se ad argomentare  di rispetto per le donne fossero invitati autori di femminicidi, a tutti sarebbe evidente il collasso della logica e del buon senso, che sarebbero definitivamente oscurati dal sonno della ragione. Quello, vale la pena ricordare, che genera mostri.

Davanti a tutto questo, urge richiamare il senso e il significato dell’educazione: che dovrebbe essere prima di tutto educazione al rispetto dell’altro, a cominciare  da chi è più debole, dovrebbe essere proposta di modelli empatici in cui l’identificazione con l’altro sia la strada maestra per contrastare violenza e crudeltà, nel riconoscimento fondamentale del  diritto altrui alla vita, vissuta nei luoghi che sono propri: nulla di più lontano dall’atteggiamento predatorio e violento di chi alla natura e agli altri animali si avvicina con il fucile imbracciato, per esercitare sugli altri, per puro divertimento, un autoattribuitosi diritto di vita e di morte.  

La caccia, incredibilmente equiparata ad uno sport, è vietata ai minori: a quegli stessi minori non può essere imposto a scuola, che è casa loro, lo sguardo sulla vita, l’ambiente, gli altri animali, che ne è alla base. Per questo  chiediamo che sia il Ministero della Pubblica Istruzione ad emanare linee guida che impongano per legge ciò che a volte non  è imposto da un’etica personale, dimentica di valori basici, quali rispetto, pace, nonviolenza.  

Certi di un positivo riscontro, cordialmente salutiamo.

Annamaria Manzoni,  Psicologa e Psicoterapeuta,  Scrittrice

Dacia Maraini, Scrittrice

Margherita d’Amico, Scrittrice, Giornalista per Repubblica

Susanna Tamaro, Scrittrice

Amodio Silvia, Giornalista

Bruno Bozzetto, Animatore, Disegnatore, Regista

Silvia Buzzelli, Professore Associato Diritto Penale, Università Mib

Lorenzo Guadagnucci, Giornalista per Quotidiano Nazionale: Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno

Valeria La Via, Psicologa, Specialista in Criminologia Clinica, Milano

Roberta Luberti,  Medico psicoterapeuta, già Presidente Cismai, Firenze

Raffaele Mantegazza,  Docente di Scienze Umane e Pedagogiche, Università Mib

Cristina Marchetti, Medico Veterinario, Phd Patologia Forense

Antonio Monaco,  Editore. Edizioni Sonda. Milano

Carla Sale Musio, Psicologa e Psicoterapeuta, Scrittrice, Cagliari

Michele Pezone, Avvocato dell’anno per il Diritto Ambientale 2019

Chiara Ripamonti, Docente di Psicologia Clinica, Università Mib

Christiana Ruggeri, Giornalista Rai

Roberto Russo, Editore. Graphe Edition. Perugia

Vaglio Stefano, Associate Professor in Animal Behaviour, University of Wolverhampton, UK

Marina Valcarenghi, già Docente di Psicologia Clinica, Esperta di psicoterapia della violenza, Mi

Marco Verdone, Medico Veterinario, Referente Progetto Gorgona, Pisa

 

Animal Law Italia, Leggi Eque per gli Animali

Anonymous for the Voiceless Italia

A.P.I.D.A. Associazione per i Diritti Animali Rozzano

Artists United for Animals

Associazione Animalisti ETS

Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze

Associazione Progetto Vivere Vegan ODV

AVC Associazione Vittime della Caccia

AVI Associazione Vegani Italiana

CAA Confederazione Animaliste Sicilia:

      Lida, Palermo e Gela; Qua la zampa, Catania; Io mi fido, Pozzallo; Balzoo, Sciacca; Le

      Aristogatte, Catania; M.E.T.A.; U.P.A. Paternò; Animalisti Italiani, Siracusa; Felici nella

      Coda, Palermo

Cattoxvalle, Cattolici per la Valle

EssereAnimali Organizzazione per i Diritti Animali

EticoEtica

Futuro Vegan ODV Arezzo

Gaia Animali e Ambiente ONLUS

IAPL Italia International Animal Protection League ODV

LAC Lega per l’Abolizione della Caccia

La collina dei Conigli ODV, Centri Recupero Animali da Laboratori e Abbandoni

LAV LegaAntiVivisezione ONLUS

L’Aquilone Legambiente Torino

LEAL Lega Antivivisezionista ONLUS

LIDA Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, Firenze ODV

LIMAV Italia ODV Lega Internazionale Medici per Abolizione della Vivisezione

LIPU-BirdLife Italia Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli

LNDC Lega Nazionale per la Difesa del Cane APS

META, Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente Italia

Movimento Antispecista

PARTEINCAUSA, Associazione Radicale Antispecista

Radio.Veg.it, per gli Animali, per l’Ambiente, per Te

Randagi Per Caso, ONLUS

Restiamo Animali, Redazione Trasmissione Radiofonica

Rifugio Miletta.org

SOS Anfibi OVD

SOS Gaia

Vitadacani, Associazione a Tutela dei Diritti degli Animali, ODV Arese